martedì 9 febbraio 2010

Settimana rossa

Finalmente, dopo mesi di attesa da parte degli studenti sarpini, è giunta l'agognata "settimana rossa"! Io mi sono sempre spiegata l'etimologia del termine con il rosso del semaforo, che indica lo stop, quindi nel senso che l'attività didattica e la programmazione vengono interrotte..comunque, evviva evviva, per una settimana solo recuperi per chi è insufficiente in qualche materia, approfondimenti poco sensati e organizzati solo al fine di occupare (o, meno eufemisticamente, perdere) prezioso tempo della nostra giovane vita per gli altri. Ovviamente anche quest'anno approfondimenti idioti, con la variante che siamo sempre con i nostri professori, e, quindi, siamo in ogni modo obbligati a mantenere un comportamento e un'attenzione accettabili. Va beh, meglio di niente, non mi posso lamentare: oggi a casa, domani pure, anche se per mio libero arbitrio- sinceramente, mi rifiuto di uscire al freddo e al gelo e stare in giro ore per vedere un filmato che parla di un matematico condannato alla pena capitale.
Quindi, passerò la mia settimana vedendo due film diversi a spezzoni, Train de vie per storia e L'onda per filosofia. Il primo parla di un shtetl, ovvero villaggio, di ebrei che, venuti a sapere dell'inizio delle deportazioni nei campi di concentramento, decidono di auto-deportarsi, ovvero acquistano un treno e camuffano alcuni di loro da tedeschi: in questo modo potranno fuggire (quasi) indisturbati.
Il secondo l'ho già visto durante un viaggio di ritorno dal lago di Braies, se non erro, proposto dal solito Casati: in Germania, un professore tenta un esperimento con la propria classe durante le ore di filosofia: li invita a ripercorrere le dinamiche della formazione di dittature, creando un loro gruppo chiuso, con una divisa, un gesto, ideali comuni. I ragazzi rispondono con fin troppo entusiasmo, e la cosa, sfuggita di mano al professore, si conclude in tragedia.
Giovedì, invece, uscita con il profe di educazione fisica al Palanorda, ovvero palazzetto dello sport, per gli Internazionali di tennis. Sarebbe interessante chiedersi cosa c'entri con il percorso di studi, e se sia o meno uno spreco di tempo e danaro...
...come ho già detto, però, non lamentiamoci troppo, anzi, godiamoci la pacchia finchè dura!!!

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