Che io non sia persona dotata di grandi abilità pratiche e manuali, è noto, o, meglio, ritenuto, da molti che mi conoscono. Ok, da quasi tutti...ma forse è giunta l'ora che tutti questi cambino idea, e che io cambi idea su me stessa, perché mi sto stupendo da sola. Mi sto impegnando, almeno questo me lo riconosco. Oltre ai vari tentativi di fare dolci- dei quali forse due riusciti pienamente (non capisco il motivo per cui, pur seguendo alla lettera la ricetta, a me venga sempre qualcosa di sbagliato. A volte mostruoso. Mah, misteri. )- in questi giorni sto realizzando un costume di carnevale. Da ape. Il tema dell'oratorio di Scanzorosciate per il carnevale è, infatti, il volo, ed è stato coniato il neologismo Carnevolo , dato che il mio don sembra adorare i neologismi e i giochi di parole. Ora, inizialmente avevo messo in conto che non ci sarei andata, a causa dello spettacolo verso Crema che cade in concomitanza, e delle due incinte del gruppo, ma poi, spinta da amiche, avevo mutato decisione, sicché avevo bisogno di un vestito a tema. Non so per quale strana ragione, trovo mia madre dalla mia: forse per la sclerata dell'altro giorno? Fatto sta che un pomeriggio giriamo per mercerie e negozietti, e tornate a casa, ci mettiamo al lavoro: sono venute pronte due ali stupende, di tulle giallo teso sul filo di ferro ricoperto anch'esso di tulle e con applicazioni floreali di panno lenci. Si vede che sono artigianali, ma è lì il bello! Poi c'è la gonnellina, di panno lenci giallo, le antennine montate su cerchietto giallo cinese, e, dulcis in fundo, l'immancabile maglia a righe, che mi è sudata sette volte 7 camicie...il risultato, però, è valsa la pena dello sforzo. Io, che sapevo solo attaccare bottoni (il che non è poco, per un'inetta sedicenne, per lo più classicista e secchioncella), ho preso in mano ago e filo, e mi sono messa ad attaccare strisce gialle sulla maglietta nera firmata decathlon, acquistata per la modica cifra di 2,50 €. Facile dictu, ma, assicuro, insidioso al momento dello svolgimento; mi mancano ancora due strisce, ma non avevo la mente lucida e le dita sciolte a sufficienza per terminare stasera.
Comunque, poi, ossessionata dal senso del dovere, dal senso di colpa, dalla paura di pentirmene, dalla considerazione del fatto che, in fondo, il gioco non vale la candela, ché l'animazione è delegata alla prima superiore ( e qui sorgono delle domande, ndr ) e, insomma, preferisco tenermi il bonus per la prossima volta, ho deciso che andrò allo spettacolo. Così siamo più contenti tutti...non so io, ma altri di sicuro. Anche perché c'è di mezzo l'America. Che non è cosa da niente. Però, il MIO costume, non noleggiato, non fatto fare, cosa che mi provoca ribrezzo e mi instilla dubbi riguardo la sanità mentale e di ragazzine oltremodo viziate e, soprattutto, dei loro genitori, verrà più che orgogliosamente indossato alla festa di carnevale del Sarpi, questo venerdì sera. Giuro che il primo che mi dice qualcosa lo picchio...
Non appena possibile, le foto del mio (e della mia mamma) capolavoro. Ora è meglio che mi dedichi all'ancora noioso, ma ora decentemente accettabile, Il Nome della Rosa. Buonanotte.
mercoledì 10 febbraio 2010
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