Domani sono interrogata in filosofia, disgrazia che spartirò con la mia Fede e altri tre malcapitati, nella fattispecie Ludo, Leila e Nico. Però qualcosa di buono in Aristotele c'è, devo rendergliene merito.
Su tutte, la frase che mi ha ricordato il "discorsetto" di ieri sera:
"L'uomo non deve, come alcuni dicono, conoscere in quanto uomo le cose umane, in quanto mortale le cose mortali, ma deve rendersi, per quanto possibile, immortale e far di tutto per vivere secondo quanto c'è in lui di più alto: se pure ciò è poco di quantità, per potenza e valore supera tutte le altre cose"
Aristotele, Etica Nicomachea.
Quando si parla di ottimismo metafisico.
lunedì 22 febbraio 2010
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